Real democrazia

di Ivan Grozny

Come di fronte ad ogni evento che si rispetti, anche in questi giorni c’è chi si dispera e chi si prodiga per cercare biglietti e sistemazioni in vista di questo gran finale di stagione.

La finale di Champions League, ad esempio, che si disputerà tra qualche giorno a Madrid, ha scatenato una confusione tale che ancora non si è capito quali criteri siano stati scelti per l’assegnazione del prezioso tagliando. Ha destato perplessità la scelta di uno dei due club contendenti, l’Internazionale di Milano, di mettere a disposizione i biglietti, cercando di dare a tutti l’opportunità di reperire il prezioso tagliando. Utilizzando i club dei supporter, gli abbonati e gli ultras della curva.

Ma nonostante questo, le richieste erano di gran lunga superiori all’offerta, e quindi gli scontenti sono rimasti la maggioranza.

Molti di questi hanno indicato come perfetto modello da seguire quello seguito dai bavaresi del Bayern di Monaco, che hanno estratto a sorte dai loro abbonati. Quelli che sono rimasti esclusi hanno, per contro, indicato come corretto il metodo scelto dal club italiano, che ha messo in vendita libera altri 5000 biglietti destinati anche questi a soli soci o abbonati. In totale ogni società dispone di ventimila biglietti.

Insomma, una gran bagarre che alla fine ha scontentato tutti.

In passato avevamo assistito a esodi di massa in occasioni come queste. Basta ricordare il Milan a Barcellona con lo Steaua o gli stessi tedeschi nella finale persa contro il Manchester. Insomma, da quest’anno, oltre a cambiare collocazione settimanale, visto che per la prima volta si gioca al sabato, la Uefa ha scelto di distribuire i biglietti in un modo che non ha convinto affatto. Un modo che è apparso molto lontano dalle logiche che vorrebbero Platini come uomo vicino alla gente, agli appassionati. Nemico dei poteri forti e via dicendo.

Insomma, ancora una delusione da chi si professa promotore di “un calcio didascalico e moralizzato”.

La cosa non convince, perché la distribuzione dei tagliandi ha messo in evidenza, come mai prima, che anche in questi casi c’è chi gode di un trattamento preferenziale a scapito di chi invece, solo per passione, sarebbe disposto a chi lo sa quale sacrificio. E nonostante questo, viene tagliato fuori.

Parlamentari europei, delegati Uefa di tutta Europa, dirigenti politici. Circa undicimila persone saranno “ospiti” della federazione continentale. Inoltre undicimila tagliandi sono stati messi in vendita in febbraio, e oggi li si trova on-line a cifre spaventose. Molti superano addirittura i duemila euro. Per scrupolo mi sono rivolto all’Uefa, telefonando agli uffici di Losanna. Volevo capire il perché di certe scelte. La gentilissima delegata con la quale ho parlato mi ha spiegato che coloro che hanno acquistato i tagliandi in febbraio sono dei veri sportivi, perché non lo hanno fatto condizionati dalla presenza di una o di un’altra squadra, ma solo per passione, consci di vedere un grande spettacolo. Peccato che, come accennato prima, la maggior parte di questi ci pare stia cercando di guadagnarci parecchi soldi, da questi tagliandi.

La signora non ha battuto ciglio di fronte a questa osservazione.

Il Santiago Bernabeu è uno degli stadi più affascinanti del mondo. Sono tre gli anelli da cui è composto questo fantastico impianto.

Tutto il primo è destinato a ospiti e autorità. E’ vero, ci saranno anche i mille bambini che daranno vita alla scenografia iniziale, ma era così fondamentale invitare anche i loro genitori?

Insomma, un gran pasticcio. E dire che in molti si aspettavano una inversione di rotta per quanto riguarda la gestione dell’Uefa, da parte di Platini.

Tra poco più di un mese parte il Mondiale in Sudafrica. Qualcosa in più del 10% dei biglietti è stato venduto in Sud Africa. Il resto in Europa e America Latina. Lo spettacolo che doveva coinvolgere i cittadini di quel grande Paese vede ai margini i cittadini locali. E ricordate il suono delle vuvuzelas?

Rischieremo di non sentirle, le tipiche trombe dei tifosi locali, in quanto saranno bandite da tutti gli stadi. Insomma, un mondiale in Sud Africa, ma un mondiale europeo.

In conclusione, anche il calcio sta sempre più diventando uno sport per pochi e uno sport sempre più televisivo. Ha quindi bisogno di un contorno di pubblico, ma anche questo deve essere scelto e con determinate caratteristiche. Che non disturbi chi sta a casa, in pace, davanti alla Tv.

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