Russia:arbitri di basket servi delle autorità

tratto dal: il Manifesto del 26/05/2010

Così come i giudici dei tribunali russi sono tuttora soggetti a ubbidire de facto agli ordini del potere esecutivo, allo stesso modo si trova sotto pressione anche un’altra categoria di giudici: gli arbitri sportivi. I quali, a quel che pare, devono ubbidire alle pressioni dei dirigenti delle federazioni perché “orientino” nel modo giusto i risultati delle partite e delle competizioni.

L’ultima vicenda riguarda il mondo del basket – uno sport che in Russia ha fortissime tradizioni e ha dato al paese anche molti successi internazionali – e ha visto il presidente della RFB, la federazione nazionale basket, costretto alle dimissioni. In una lettera aperta postata sul web, ben ventotto arbitri hanno denunciato di aver dovuto subire forti pressioni – veri e propri ordini – dai dirigenti della RFB, definiti nel loro insieme “il Sistema”. Poco prima, sempre su Internet (ormai diventato il luogo dove avvengono le denunce dei peggiori scandali, altrimenti ignorati dai media e – naturalmente – dalla magistratura) era apparso un clamoroso documento: la registrazione audio di un alto dirigente della RFB, Maksim Astanin, che rimproverava duramente tre arbitri per non aver fatto finire nel modo “giusto” la partita dei playoff tra Dynamo Mosca e Lokomotiv Kuban (per la cronaca vinta dalla Dynamo); Astanin nel suo discorso si riferiva esplicitamente a “ordini” ricevuti dal vertice della federazione, dunque dal presidente Sergei Chernov, che oggi durante una riunione straordinaria ha lasciato il suo posto e si è dimesso, imitato subito dopo dal suo “vice”, Viktor Durechenskikh. Quanto ad Astanin, è stato licenziato.

Ma la rapidità e drasticità dei provvedimenti – che sicuramente sono stati presi anche alla luce della recente sfuriata del presidente Dmitrij Medvedev contro i dirigenti sportivi russi (“grassi gatti che stanno comodi e non fanno nulla”) dopo le disastrose performances della nazionale russa alle Olimpiadi invernali di Vancouver – non basteranno di certo da sole a cambiare una prassi, quella della dipendenza degli arbitri dai boss delle rispettive federazioni sportive. Nella loro lettera, pubblicata su tutti i media, gli arbitri parlano di “dipendenza assoluta”  dai dirigenti, della loro impossibilità sociale di difendersi, e ammoniscono che si rischia di compromettere il prestigio di cui godono gli arbitri russi in campo nazionale ed internazionale

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