JOSEPH BLATTER: LA MIA AFRICA parte 1


di Ivan Grozny

Stefano Piazza lo raggiungiamo telefonicamente a Cape Town. Non mancano gli argomenti di certo, quando si parla di un Mondiale di calcio. Se poi andiamo ad occuparci di ciò  che sta attorno alla rassegna iridata, non c’è che l’imbarazzo della scelta.

Partiamo quindi dalla questione degli stewards, che si sono trovati a protestare per gli stipendi non riscossi. Volontari locali che si erano accordati con gli organizzatori, la FIFA, per un impiego temporaneo, ma ben retribuito. “In realtà – puntualizza Stefano Piazza – i lavoratori sono stati un po’ ingenui a pensare che avrebbero ricevuto 1500 Rand al giorno, come gli aveva promesso la società privata che li aveva assunti, perché quello è lo stipendio di un neurochirurgo, in Sudafrica. Equivale a circa 140 Euro,  quindi era impensabile. Con aggiunta di buoni pasto e trasporto gratuito. Sembra invece più facilmente ipotizzabile che la retribuzione avrebbe dovuto essere di circa 300 Rand al giorno. Come dichiara la FIFA. Ma neppure questi soldi hanno visto.

La gestione è stato così spostata alla polizia e queste persone si sono trovate senza impiego. Ma per organizzatori locali e federazione internazionale, questo è l’ultimo problema. Sono più  focalizzati sul fare divertire tutti gli spettatori che da tutto il mondo sono arrivati fino a qui.”
Sempre la FIFA è al centro di un altro strano caso. Si dichiara che le nazionali facciano visita nelle township. E invece, qualcosa mi dice che non sia vero.
“Ci sono zone in cui si è investito moltissimo sugli stadi, tralasciando invece altre strutture certamente più necessarie. E si è fatto anche solo per potere avere le squadre qui ad allenarsi. E invece neppure questo accade. E’ successo anche con la nazionale italiana, che era anche stata annunciata e attesa. E invece niente. Il contatto con la gente comune è stato nullo. Anche la Francia era molto attesa, sempre qui vicino a Cape Town. In Sudafrica si polemizza poi, sui giornali, dei ritiri di lusso in cui si trovano le nazionali. E si parla di austerity..”
Vedere le selezioni allenarsi sarebbe l’unica occasione di potere avvicinare questi campioni. I prezzi altrimenti sono proibitivi. Molti biglietti se li sono accaparrati i bagarini, e quindi diventa difficile andare allo stadio. Per tutti.
Certo che la Fifa, il signor Blatter.. Dovremo dedicarci un po’ di più a lui, prossimamente.. La spara grossa anche quando parla dei dati di affluenza del pubblico. Si dichiarano numeri che sono all’evidenza per lo meno contradditori. Perché pure inquadrando sempre e solo certe zone dello stadio,  e anche questo non a caso, appare evidente anche al telespettatore più distratto che gli spalti non sono gremiti. Un’altra bugia della federazione. Per noi, in fondo, la meno grave.
I Bafana Bafana hanno un piede già fuori dalla Coppa. Anche le altre africane non stanno proprio brillando. Ma i giochi sono tutto fuorché fatti. Basti pensare cosa è successo a Francia e Inghilterra. E pure alla Germania. Ma per quanto riguarda la squadra di casa, sembrano già scesi i titoli di coda. Difficile pensare a qualcosa di diverso. A un miracolo sportivo. Quindi c’è il serio rischio che l’attenzione rispetto a questo evento possa scemare proprio nel luogo dove si disputa. E ne sono consapevoli tutti coloro che hanno investito in questo appuntamento. Chi economicamente, chi politicamente.
La presenza della selezione di casa è fondamentale per creare e mantenere atmosfera e attenzione sull’evento.
Cosa si inventerà, in quel caso Blatter?

Continua (1)

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