Il peggio di sempre


di Stefano Piazza

“Mi prendo tutte le responsabilità: se una squadra si presenta in questa maniera, con il terrore, senza personalità, vuole dire che il tecnico non l’ha preparata a dovere. Mi dispiace per tutti gli sportivi italiani, per il presidente, per la federazione, per tutto”. E ci mancherebbe altro che non gli dispiacesse, dopo lo spettacolo indecoroso offerto dalla nostra nazionale nel corso di queste sconfortanti tre gare mondiali. Non fosse altro che per aver dato modo a Calderoli di parlare a vanvera (mitragliando qualcosa di sensato, però, ed è anche peggio), io pretendo le scuse di Marcello Lippi. L’ormai ex cittì trova comunque il tempo, nel dopo partita di essere sarcastico con giornalista ugandese, che gli chiedeva i motivi del suo ritorno e dell’esclusione di Francesco Totti dalla spedizione sudafricana: “L’ho spiegato spesso ai giornalisti italiani, magari in Uganda le mie spiegazioni non sono arrivate…”.

Già, in Uganda non sono arrivate. In Italia sì, ma non le ha capite nessuno. La verità, purtroppo, è che nessuno, qui, capisce cosa abbia spinto Lippi a
proporre questa strana combinazione di campioni del mondo bolliti, juventini bolliti ed esordienti inadeguati (lasciando fuori Quagliarella, per esempio, l’unico in grado di creare qualcosa in attacco). Parlo di Italia con giornalisti provenienti da tutto il mondo, fin dal mio arrivo in Sudafrica, ormai tre settimane fa. Nessuno si spiegava il motivo dell’esclusione di Totti o di Cassano, per tutti la nostra nazionale era “troppo vecchia”.

Nessuno, però, condivideva il mio pessimismo, prima di Italia-Nuova Zelanda. Due giornaliste di Pechino mi hanno guardato come se avessi detto loro di essere ghiottissimo di caloriferi in ghisa, sentendo il mio pronostico (“Se va bene, vinceremo 1-0 o 2-1”). “Ma come?! Contro la Nuova Zelanda?!”. Purtroppo, avevo ragione (caso più unico che raro, vista la mia cronica incapacità di azzeccare pronostici). Ora, però, sembra che tutti lo sapessero da mesi. Zucconi, su Repubblica.it scrive che, nell’ora “dello squartamento di Marcello Lippi, ogni cittadino, senza distizione di sesso, religione, etnia, età,  condizione sociale, ha il diritto di saltare giù dal carro del perdente”. Tutti sono d’accordo nel dire che questa sia la peggior nazionale di sempre (persino Bearzot è stato poco tenero con Lippi e con il suo “gruppo”). Purtroppo, sparare sulla croce rossa è uno sport molto in voga, in Italia: se l’Italia vince, “noi abbiamo vinto”; se l’Italia perde, “quei brocchi (per usare un eufemismo, ndr) hanno perso”. Oggi, però, tutti giù dal carro di Lippi: non riuscire a battere la Nuova Zelanda e perdere, così, contro una modestissima Slovacchia, davvero, non merita altro che l’abbandono, l’oblio.

Certo, quattro anni fa, questo stesso tecnico ci portò sul tetto del mondo. Ragione di più per chiedergli, insieme a un ignaro collega ugandese, cosa l’abbia spinto a macchiare il trionfo di Berlino con la peggior prestazione di sempre in un Mondiale. Mister, a volte, le spiegazioni non arrivano neanche qui.

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