Ta-pin #7


di Stefano Fierli

Tutti hanno avuto nella vita qualche parente, anche molto stretto, piuttosto pesante, che magari, se riusciva a stringerti in un angolo, cominciava ad attaccare qualche bottone davvero insostenibile. Guardando le trasmissioni RAI sui mondiali però, mi è venuto in mente di lanciare un appello in favore di chi sta peggio di tutti. Pensate a quei poveri nipoti di Marino Bartoletti. Immaginatevi la situazione descritta sopra in cui siete stati abbindolati a parlare con il vostro parente Marino che vi ha detto: “parliamo di calcio?”. Si può essere banali, superficiali, ma è difficile che qualcuno sia spinto al suicidio per noia, parlando di calcio, e invece, partono le metafore di Marino: graffianti come un cucchiaio, leggere come una coscia di Sebino Nela, ficcanti come l’attacco dell’Italia, poetiche come i versi del ministro Bondi e di colpo vi viene alla mente quel geniale siparietto che si ripete più volte nell’aereo più pazzo del mondo. Qualcuno potrebbe accusarmi di essere stato contorto, ma l’ho fatto per evitare querele. Se Marino dovesse infatti leggere queste frasi, penserebbe di avere un caro figlio che scrive su questo sito.

P.s: se non dovesse venirne a conoscenza di quanto scritto, sareste cari a non farglielo sapere, vuoi mai che mi inviti a cena e con il suo sguardo furbetto a un certo punto mi proponga: “parliamo di calcio?”

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