Stefano Piazza da Cape Town, Sudafrica

di Stefano Piazza

Argentina-Germania arriva quasi in sordina, qui a Cape Town: ieri giocava il Ghana, ultima africana in corsa per le semifinali (anzi, l’unica a passare il primo turno) e non c’è nessuno, africano o no, che sembri ricordare l’arrivo di Maradona e della sua nemesi tedesca. Mi “godo” Uruguay-Ghana in un “ristorante” del centro città: un noto fast-food, tra gli sponsor della FIFA, mi ospita mentre attendo che il mio treno mi riporti a casa, in attesa del “mio” quarto, domani. Certo, non c’è un televisore ma, chissà come, le notizie corrono: gol del Ghana, il sogno continua! L’entusiasmo è alle stelle, tutti ballano, cantano, suonano la vuvuzela. Clienti e dipendenti del “ristorante” si confondono, si mischiano, si abbracciano. Bianchi e neri, senza distinzione. Peccato che tanto entusiasmo chiuda (forse) le orecchie dei tifosi africani in estasi: nessuno sembra accorgersi del pareggio di Forlan. Quando, poco dopo, esco per dirigermi al mio binario, chiedo conferma a due passanti: sì, è sicuro il Ghana vince. Poi, un altro malcapitato mi rivolge la stessa domanda. “Yes, 1-0!” è la mia risposta. Che figuraccia. Come hanno fatto a perdersi un gol, quel gol, il gol che avrebbe finito per condannarli? Impossibile saperlo. Prima che il treno parta, da un maxischermo in lontananza, capisco che mancano pochi secondi alla fine della partita. E’ fatta. Ecco, l’arbitro fischia: è la prima, storica semifinale di un’africana! Qualcosa non va, però, e lo capisco subito. I giocatori uruguayani non sorridono, sono tesi, stanchi. Ma è normale, hanno perso!
Solo che i ghanesi hanno le stesse facce. Perchè non festeggiano? Risposta: la tv mostra il gol di Muntari. E la punizione di Forlan. 1-1, mi hanno preso (e si sono presi) in giro per troppa felicità? A casa, purtroppo, non ho connessione internet e, sul treno, nessuno sembra avere una radio. Gli amici che mi ospitano dormono, al mio arrivo, così non accendo nemmeno la televisione, nonostante la curiosità. Mi sveglio sperando che le cose siano andate bene per il Ghana, anche se riconosco di aver da subito provato simpatia per l’Uruguay, squadra solida, onesta, allenata da una persona intelligente, quell’Oscar Washington Tabarez, ex Cagliari e Milan, che guadagna quanto un nostro allenatore di Seri B. Di bassa classifica.
Berlusconi, quando Tabarez passò da Milanello, lo definì “un cantante di San Remo” (ma non ho mai capito la battuta). Ora, il tecnico uruguagio riporta la Celeste in semifinale dopo 40 anni e i sogni non si fermano all’Olanda.
L’Uruguay resta l’ultima sudamericana al Mondiale sudafricano, dopo il sogno delle 4 semifinaliste andato in frantumi con l’eliminazione del Brasile e la batosta argentina. Il Paraguay? Solido, ostinato, lanciato da un girone semplicissimo (compresa l’Italia). Ma troppo sotto la Spagna, per sognare davvero di cacciare le Furie Rosse.
Il Sudafrica, ora, è orfano: niente più africane (ma Mandela ha confermato l’invito a cena per i ghanesi), niente più Maradona, idolo a ogni latitudine. Difficile dire per chi faranno il tifo. I bianchi proseguiranno a sostenere Olanda e Germania, dopo aver perso l’Inghilterra (come dimenticare le proprie radici?). Per i neri sarà più dura. Scommettiamo che la Rainbow Nation tiferà per l’Uruguay, l’ultima rappresentante di quel “sud del mondo” che sembrava destinato a rovesciare le gerarchie del calcio planetario?

Annunci

Lascia un commento

Non c'è ancora nessun commento.

Comments RSS TrackBack Identifier URI

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...