Calciatore a 30, scrittore a 40, consulente del governo per la felicità a 50 anni. In Islanda si può

di Flavio Avy Candeli

Da capitano del Valur giocò contro la Juventus. Alla fine del match si scambiò la maglia con Platini. 12 anni in campo, 350 partite, inseguendo un pallone in Islanda ha conquistato tutti i premi possibili. Mentre lo incontro nel bar dell’hotel 101 di Reykjavík subito dopo un’amichevole della nazionale con il Liechtenstein molti giovani si avvicinano per salutarlo. Lo riconoscono subito, ma non per i suoi gol. Oggi Thorgrimur Thrainsson, 51 anni, calciatore dal 1985 al 1991, è famoso per essere uno degli autori più letti e prolifici del suo paese. 24 libri, 2 in uscita in autunno, con le sue storie è diventato l’idolo dei giovani. E delle donne, grazie al titolo “How to make your wife happy: sexual and practical tips for men” pubblicato con l’imprimatur della moglie insegnante di yoga.

Cresciuto con il nonno, un prete luterano responsabile di una piccola e sperduta comunità nel cuore dell’Islanda, ha scoperto il calcio solo a 10 anni, quando si è trasferito a studiare nella capitale e ha iniziato a giocare con i suoi compagni di scuola. Adesso su quest’isola vulcanica del nord dell’Oceano Atlantico esistono campetti coperti e riscaldati ma negli anni ’70 si giocava all’aperto, sulla ghiaia d’estate e sulla neve d’inverno. Il tappeto d’erba lo ha scoperto solo con l’ingresso nel Valur.

I suoi ricordi più belli da calciatore risalgono alle due partite nel 1986 contro la Juventus di Michel Platini. Il Valur le perse entrambe, era una squadra di studenti, qui nessun giocatore all’epoca viveva solo di calcio, ma gli islandesi giocarono col cuore e i tifosi apprezzarono. E Thorgrimur ricorda con orgoglio quando nell’agosto del 2004 l’Islanda batté l’Italia 2 a 0. Era l’esordio di Marcello Lippi come commissario tecnico.

Invece è rimasto deluso dagli azzurri ai mondiali. Da giovane ammirava l’Italia per la sua difesa. Le partite finivano sempre 1 a 0, 1 a 1, massimo 1 a 2. Adesso ha l’impressione che molte punte dell’Italia, come dell’Inghilterra, abbiano perso il vero spirito sportivo. Curano lo stile, il taglio di capelli, le loro serate più del proprio talento, mentre ai suoi tempi i giocatori non erano belli, non seguivano la moda, non erano protagonisti del gossip o schiavi del marketing.

A 23 anni non aveva le idee chiare sul suo futuro e il calcio in Islanda lo impegnava solo nei mesi estivi. Vende la macchina, si trasferisce in Francia, si tiene allenato giocando con le riserve del Racing Club de Paris e si iscrive alla Sorbona. Quando a 32 anni chiude con le reti, inizia una brillante carriera da giornalista sportivo. Nel 1989 passa anche da Milano per intervistare Ruud Gullit.

Di lì a poco inizia a scrivere romanzi. Alcuni per bambini, la maggior parte per ragazzi, e visto il successo diventa il suo mestiere. Il suo best seller ha venduto 9.800 copie in una lingua capita da 300.000 persone. Ma il libro che lo ha appassionato di più rimane «How to make your wife happy: sexual and practical tips for men» nella top ten del 2006 soprattutto grazie al pubblico femminile. È un libro spiritoso in cui spiega come tenersi in forma, come fare felice una donna ogni giorno, come comportarsi a letto e in casa. Tra i consigli c’è quello di fissarsi degli obbiettivi da realizzare negli anni, ad esempio dei viaggi, delle esperienze. Spiega anche come fare il bucato e stirare. E come educare i figli. Lui ne ha tre, e la settimana scorsa ha voluto accompagnarli alla sfilata del gay pride di Reykjavík, aperto dal sindaco in persona Jon Gnarr, padre di 5 figli, vestito da signora.

Non beve, non fuma, recentemente il primo ministro lo ha incaricato di analizzare lo stile di vita degli islandesi per migliorarlo. Dopo qualche settimana ha presentato al governo una lista di 63 suggerimenti intitolata “A lighter life”, una vita più leggera.

In sintesi consiglia un’alimentazione salutare, molta attività fisica, meditazione, cultura del pensiero positivo, con l’obiettivo di creare una generazione più sana e più felice. Si è concentrato sui bambini perché «è troppo tardi cambiare le abitudine degli anziani». In Islanda anche il villaggio più isolato ha una piscina con acqua termale, ma la maggior parte delle persone le frequenta solo per rilassarsi e chiacchierare nelle vasche d’acqua calda.

Thorgrimur Thrainsson è un ottimista, oggi lavora per aiutare la gente ad avere una vita perfetta, ma non è un idealista. «La perfezione non esiste, e comunque una vita perfetta sarebbe noiosa per chiunque».

tratto dal IlSole24Ore del 19 agosto 2010

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