PAX OLIMPICA E GUERRA MONDIALE

di Ivan Grozny

Il Brasile è il paese, tra quelli appartenenti al G-20, che ha previsto il maggior volume di investimenti nel settore delle infrastrutture per i prossimi anni con la finalità  “di una crescita globale “solida, sostenibile ed equilibrata” nel medio periodo. Il paese ha dato un forte impulso agli investimenti nei settori prioritari con 906,5 miliardi di dollari, di cui 545,7 miliardi nel periodo 2011-2014, durante il mandato di Dilma Rousseff, e di 360,8 miliardi di dollari dopo il2014, in funzione delle proprie riforme strutturali.

Sono stati previsti non meno di 36,5 miliardi di dollari per la preparazione della Coppa delle Confederazioni, torneo di calcio promosso dalla Federazione Internazionale di Football (Fifa), nel 2013, per i mondiali di calcio del 2014, e per i giochi olimpici del 2016 che si svolgeranno a Rio de Janeiro. Il Brasile ha spiegato ai partner del G-20 che la propria strategia di sviluppo è basata sull’idea di integrare lo sviluppo economico con la riduzione delle differenze sociali. Concentrandosiin investimenti in infrastrutture, il Brasile intende superare i problemi legati ad un sistema logistico carente, ridurre i costi di produzione e migliorare la competitività dell’industria nazionale”. Nell’area fiscale, il Brasile si è assunto l’impegno, nell’ambito del G-20, di ottenere un avanzo primario equivalente al 3,3% del Prodotto Interno Lordo (PIL) dal 2011 al 2013, spiegando che questo saldo, nei prossimi tre anni sarà possibile grazie alla riduzione dell’indebitamento pubblico netto al 30,8% entro il 2013.

In relazione al cambio, il Brasile ha sottolineato che userà strumenti “macroprudenziali”, ossia, il controllo dei capitali, quando necessario, per evitare l’apprezzamento artificiale della moneta.”

Questo stralcio del documento redatto all’ultimo G20 riguardo le politiche economiche del Brasile spiega senza timore di essere smentiti quello che sta accadendo a Rio in questi giorni.

E’ guerra in città. Tra forze speciali e narcotrafficanti, che per la prima volta si sono riuniti in unico cartello per cercare di resistere a un attacco senza precedenti. Azione che si è resa indispensabile per potere cominciare i lavori che porteranno alla costruzione delle strutture di cui si parlava nel documento in precedenza, e non come si dichiara, per sbarazzarsi delle organizzazioni malavitose. Questo può essere una conseguenza, mal’obiettivo è di sicuro un altro.
Sono partiti presto, i brasiliani. Non vogliono correre rischi che qualcuno possa mettere in discussione la loro capacità di potere organizzare due eventi di simile portata e mettere in crisi già da subito la complessa macchina organizzativa che deve mettersi in moto.
Non deve trarre in inganno il coinvolgimento dei narcos, perché non sono solo loro a temere per i loro affari. O meglio, è bene non concentrarsi solo su quello.
Si sa che a Rio vivono milioni di persone, e molte di queste dovranno essere “spostate” per fare posto alle nuove strutture e soprattutto per non danneggiare l’immagine che del Brasile si vuole dare. Quindi bisognerà stare bene attenti a non farsi ingannare dalle semplificazioni che certe notizie comportano, e invece sarà opportuno monitorare quanto accadrà da qui in poi. Non si sa neppure quante sono esattamente le persone che vivono nelle favelas, nelle baraccopoli, attorno a Rio. E queste, è chiaro l’intento del governo, non dovranno essere di alcun ostacolo a che si compia l’importante progetto.
Tropa de Elite, un film di Josè Padilla del 2007, racconta di quando, in vista della visita del Papa truppe speciali compirono azioni spietate nelle favelas per riprendersi il controllo di alcuni territori.

In questo caso si dovrà fare di più, e oltre che indebolire quei clan che hanno fatto il bello e il cattivo tempofino ad oggi, bisognerà “trovare una nuova collocazione” a qualche centinaia di migliaia di persone. Forseun milione. Come è già accaduto in passato in altre edizioni, come è ad esempio accaduto in occasione dell’ultima edizione, in Cina, dove hanno ben pensato di trasferire intere città e villaggi.
Che sono poi quelle persone che, secondo quel documento che citavamo in apertura, dovrebbero infine beneficiare degli investimenti previsti.
Un vero paradosso. Prima gli si toglie quel poco che si ha, poi, in un futuro, se le cose saranno andate bene,si vedrà.
Nulla di nuovo, per carità. Siamo stati abituati in questi anni a raccontare cosa comporta l’organizzazione di grandi eventi. E di benefici per i popoli che se le sono viste organizzare sopra le proprie teste sappiamo non esserci quasi mai stati, considerando Barcellona sicuramente come l’unica eccezione.
E dire che nell’antichità, quando le Olimpiadi ebbero vita, si dichiarava la Pax Olimpica, la tregua da tutti i conflitti.

Oggi se ne comincia uno, per poterle organizzare.
Può sembrare affrettato, lo so, fare questo tipo di considerazioni, ma se tanto ci da tanto, avremo ancora molto da scrivere a riguardo.

Annunci

Lascia un commento

Non c'è ancora nessun commento.

Comments RSS TrackBack Identifier URI

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...