La partita più difficile. I giocatori della ProPatria occupano lo stadio.

di Garbat

Come  in una fabbrica occupata con gli operai a difesa del posto di lavoro; la vertenza questa volta però si svolge in uno stadio e ha come protagonisti dei calciatori. Sono i giocatori della Pro Patria, squadra al secondo posto nel campionato di seconda divisione (la ex C2),che, dopo l’allenamento , hanno occupato lo stadio«Speroni», decisi a restare fino a quando qualcuno non darà loro uno stipendio e certezze per il futuro.

L’allenatore Raffaele Novelli guida il gruppo in campo e nella protesta. Ha già denunciato l’amministratore unico per appropriazione indebita, e si preoccupa di trovare da dormire a ragazzi ; “ infatti per alcuni di loro è un’occupazione simbolica – racconta -, mentre per altri si tratta davvero di trovare un posto dove andare a dormire”. Ci sono sei giocatori sfrattati da casa e otto lo saranno tra qualche giorno. Per i giocatori è sempre più dura; il mediano, un  brasiliano, è stato sfrattato e ora dorme nella casa  di un giornalista locale che segue e sostiene la squadra. Negli spogliatoi hanno posizionato una decina di brandine, con materassi, cuscini e coperte per la notte.
La società che dovrebbe pagare gli stipendi si è dileguata, e il Comune, proprietario dell’impianto, non riesce più a trovare una soluzione. Così gli atleti hanno deciso di fare tutto da soli. Prima di iniziare l’occupazione, i calciatori hanno preso in giro per lo stadio cartelli e striscioni con la scritta in  «in vendita».

Le partite, soprattutto le trasferte,  si giocano solo grazie alle collette spontanee di tifosi e non manca il sostegno della città. Le bende e le garze e il materiale tecnico  sono state portate dai club organizzati. Le maglie sono state lavate grazie a tre bidoni di detersivo regalati dalla lavanderia del quartiere.  Ma la cosa peggiore è la trasferta: per i soldi che vanno recuperati ogni volta,  per gli insulti dei tifosi avversari. Ai soliti  sputi e insulti ora si aggiungono il lancio in campo di  monetine al grido di  falliti e morti di fame.

Non ostante i risultati del campo, la squadra è seconda, e forse grazie anche a questo i giocatori hanno deciso di dare un senale a tutto il pianta calcio seguendo l’esempio di tanti che nel mondo stanno lottando per i propri diritti e contro la crisi.

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