Maledetta primavera

di Ivan Grozny

Con l’arrivo della primavera inizia il momento decisivo per campionati e tornei, e dovrebbe essere il momento più esaltante. Invece succedono cose non troppo chiare.

Soprattutto in serie B, ma anche in A non si scherza. Chi non ha più nulla da chiedere al campionato può in qualche modo agevolare un risultato piuttosto che un altro. Certe partite sono a dire poco inguardabili, e l’imbarazzo di chi ne è spettatore è decisamente percepibile. Ne abbiamo già parlato chiaramente in passato, https://sportallarovescia.wordpress.com/2010/05/20/bigne-e-prostituzione-intellettuale e continueremo a farlo perché lo sport viene tradito in tutte le sue componenti quando un risultato è figlio di accordi, invece che di un leale scontro sul campo.

Soprattutto perché la gente è più sveglia di quanto si pensi, e anche chi poi le partite le racconta sui giornali, spesso sa che sta ingannando tutti coloro che a quello spettacolo hanno assistito e che sanno bene com’è andata. Allo stadio, che sia Wembley o un impianto di provincia, la percezione delle cose è più diretta e lascia meno dubbi di quanto ne lasci la partita vista in Tv benché colma di replay e riproposizioni da mille angolazioni. Ma si sa, la realtà la si può manipolare e chi non l’ha vissuta direttamente deve affidarsi a chi sceglierà cosa mostrare. Questo vale per tutto, figuriamoci per una partita di calcio.

Sembrerà fuori contesto questa mia affermazione, ma quante partite sono state proposte come battaglie quando chi le ha viste dal vivo ne ha avuto un’impressione decisamente diversa? Ma si sa, non si possono fare illazioni senza prove, e per di più non si può mettere in dubbio quello stesso sistema che permette a chi lo racconta di guadagnare. Sono pochi quelli disposti a mettere a repentaglio la propria professione di giornalista per battaglie che in un Paese come il nostro sembrano proprio non avere senso.

Quindi bisogna solo tenere alta l’attenzione. Ci sono squadre come il Chievo che ogni anno finiscono sotto l’occhio critico dei più attenti, ad esempio. C’è la sconfitta del Bologna a Brescia che lascia, a dir poco, qualche dubbio, visto come si è svolta la partita. In serie B è il caso dello stesso Padova, dove i due pareggi delle due ultime giornate fanno per lo meno sorridere per come sono maturati, contro Atalanta e Empoli. Proprio in Toscana la gente ha fischiato e sbeffeggiato i contendenti per gli ultimi venticinque minuti di gara decisamente imbarazzanti.

E la Procura Federale cosa fa? Apre inchieste che poi archivia. Finge di essere vigile mentre in realtà l’impressione che da è tutt’altra.

Ci sono squadre che lottano per un posto in Champions e perdono partite inspiegabili. Ma non è che magari in Campions League certe squadre non ci vogliono andare per non rischiare di perdere guadagni che cessioni di certi giocatori garantirebbero, con il rischio di non sapere gestire il doppio impegno, l’anno successivo?

Forse sono un po’ troppo malfidente, ma spesso a pensare male si fa centro. E’ sempre triste affidarsi a un luogo comune per sottolineare un qualsivoglia concetto, ma sono talmente ovvie le cose che stiamo dicendo che lo spazio per qualcosa di più sofisticato non c’è proprio.

E’ dagli anni Settanta che si parla di calcio scommesse e di partite “aggiustate”. Possibile che nel 2011 ancora non si è riusciti a debellare questo problema? Non è più grave fare finta di nulla? Non è grave che un giocatore come Cassano dica quello che ha detto, in campo, ai giocatori del Bari, e nessuno intervenga? E’ normale che si venga criticati perché si combatte lealmente? E’ normale che sempre il Bari, ultimo in classifica, venga attaccato e minacciato perché contro il Parma da tutto senza risparmiarsi?

Sembra che nel sottopasso che porta agli spogliatoi i giocatori pugliesi siano stati offesi e aggrediti. Questo non può essere ammesso. Non sono loro che si devono vergognare. Sono le stesse agenzie di scommesse a bloccare a un certo punto le puntate su questa o quella partita.
Intendiamoci, non è un fenomeno tutto italiano. Basta chiedere ai tedeschi, se proprio non vogliamo andare più ad Est. Le questioni sono quindi due. Scommettere su un risultato certo, e quindi moltiplicare i guadagni, e “aggiustare” le partite per motivi di classifica. Per molte società la retrocessione dalla serie A è sinonimo di fallimento economico. E anche questo è scongiurato, non è detto che sia così facile risalire dalla B.

Sempre su questo blog ci eravamo occupati del fatto che fosse quantomeno anomalo che le stesse agenzie di scommesse fossero sponsor di competizioni o addirittura di società. Il bisogno di soldi, incessante, da parte delle società è noto, ma sicuri che non crea qualche imbarazzo questo tipo di pericolosa relazione?

Un campionato come quello di quest’anno era da tempo che non si vedeva. E ci potrebbe essere ancora qualche sorpresa, dall’assegnazione del titolo alla qualificazione per la Champions, passando per la retrocessione.

Ci sono stati scudetti decisi all’ultima giornata, in questi anni. Alcuni giocati per davvero, altri meno.

Non c’è nulla di più appassionante, però, di un duello all’ultimo respiro, se autentico.

Annunci

Lascia un commento

Non c'è ancora nessun commento.

Comments RSS TrackBack Identifier URI

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...