Quando si scrive calcio, ma si legge accoglienza…

Leggere per tutta la settimana le dichiarazioni dei sindaci leghisti della nostra provincia sulla questione “profughi” ci ha lasciato veramente con l’amaro in bocca. Abbiamo pensato che Vicenza e la sua provincia stavano facendo una figura vergognosa di fronte a queste persone che per arrivare in Italia ne hanno passate di cotte e di crude.

Noi lo sappiamo bene cosa vuol dire provare a fare quel viaggio, perchè i nostri ragazzi africani ci hanno raccontato cosa vuol dire attraversare il deserto, arrivare in Libia e poi attraversare il Meditteraneo fino a Lampedusa.

Loro ci hanno detto che è “very strong”. Ci è parso naturale quindi invitare i rifugiati arrivati a Vicenza questa settimana al nostro “Mondialito Antirazzista”, perchè volevamo dimostrare che esiste una Vicenza diversa da quella rappresentata dai sindaci leghisti. Una Vicenza che dice “Welcome” e non “andatevene a casa vostra”. Pensiamo che un’accoglienza degna è fatta a volte di piccoli gesti come giocare una partita di calcio od offrire una fetta di torta e un bicchiere di thè freddo.

Ci tenevamo molto, anche per dimostrare che il calcio può essere un momento importante di incontro e di abbattimento di confini e non quei tristi spettacoli razzisti, di cori e striscioni, che si vedono in certe curve italiane o si sentono nei campi di gioco. Ieri non abbiamo visto potenziali deliquenti o persone pericolose, ma ragazzi con il sorriso sulle labbra e con tanta speranza, a cui, come a noi, piace giocare a calcio.
In teoria i rifugiati ieri dovevano essere solo spettatori del torneo, perchè senza abbigliamento adeguato, ma è bastato dar loro un pallone per capire subito che la voglia di giocare superava l’assenza dell’abbigliamento adatto e così è stato creato il “Welcome Team”, che ha partecipato al quadrangolare.

Le altre squadre erano ovviamente la Polisportiva Independiente, organizzatrice del torneo, e la rappresentativa dei migranti nel Vicentino della Nigeria e del Ghana. Onestamente l’andamento delle partite è passato in secondo piano, anche se tutti ci tenevano a ben figurare e, nonostante qualche eccesso di agonismo, ieri ha vinto il calcio e la lotta contro il razzismo. Ancora una volta abbiamo imparato che non servono le scarpe della nike con i tacchetti o il “prato inglese” per giocare e divertirsi.

L’unico rammarico è stato che per ragioni di orari il Welcome Team non ha partecipato alle premiazioni assieme alle altre squadre, comunque a loro è stata consegnata la coppa più grande. Per la cronaca il torneo l’ha vinto la Nigeria battendo in finale l’Independiente 2-0. A dimostrazione che non contava il risultato, la finale, che in teoria dovrebbe essere il momento clou, è stata seguita da poche persone. Ieri ha vinto l’accoglienza  e i ringraziamenti dei rifugiati per la giornata trascorsa sono stati il premio più bello della giornata.

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