Il calcio è tutto, anche lesbico. Storie dal mondiale femminile in Germania

di Garbat

Un tema sensibile, quello dei diritti civili, durante i Mondiali di calcio femminile disputati in Germania. Proprio la Fifa è duramente intervenuta quando la ct della nazionale nigeriana Eucharia Uche aveva dichiarato che l’omosessualità era “sporca” e “moralmente sbagliata”. “Siamo in un evento della Fifa – avevano risposto dall’organizzazione del mondiale – le spiegheremo che sarebbe opportuno esprimersi in maniera equilibrata. La Fifa contrasta ogni forma di discriminazione”. “Non capisco perché sia nata una simile discussione – aveva risposto la ct – Ogni paese ha leggi e costumi, per questo non capisco per quale motivo la gente qui abbia reagito in questo modo”.

In risposta un gruppo di attiviste lesbiche tedesche ha provato a reagire ma si è visto vietare l’ingresso allo stadio per colpa dello striscione che recitava: “ Il calcio è tutto, anche lesbico ”.

Colpa di chi? Le forze di sicurezza dello stadio, che hanno materialmente bloccato le donne, avevano richiesto di poter leggere il contenuto dello striscione prima di permettere loro l’accesso allo stadio. E dopo una non meglio precisata telefonata, avrebbero deciso di requisire lo striscione.

“Mi dispiace. E’ successo una volta e non succedera’ piu’”, ha detto il portavoce dell’organo di governo del calcio mondiale, Segolene Valentin, nel corso di una conferenza sulle politiche di responsabilita’ sociale e anti-discriminazione. “Naturalmente la Fifa e’ contro ogni forma di discriminazione basata sul sesso”, ha aggiunto. Il fatto è avvenuto durante una partita fra Brasile e Australia disputata in Germania durante il mondiale, cosa sorprendente visto che a gennaio alcune giocatrici della nazionale tedesca avevano dichiarato il loro orientamento sessuale aprendo un dibattito a cui non si erano sottratti i colleghi maschi e l’opinione pubblica.

Nel calcio femminile tedesco l’omosessualità viene accettata senza alcun problema come è giusto che sia, mentre nel calcio è ancora un tabù, e l’appello di Mario Gomez, punta del Bayern Monaco, è rimasto totalmente inascoltato. Un pregiudizio purtroppo ancora duro da battere, quello del mondo del calcio verso i gay. La calciatrice Nadine Angerer aveva dichiarato allo Zeit Magazin di essere da tempo bisessuale, e di non aver alcun timore ad affrontare l’argomento in pubblico.

La sua collega portiere, Ursula Holl, aveva poi deciso di dichiarare il proprio orientamento sessuale dopo essersi sposata. Alla Bild Zeitung la ventottenne ha rimarcato come se non si fosse sposata la sua omosessualità sarebbe rimasta una cosa privata, ma la decisione di contrarre matrimonio ha portato anche una esplicita ammissione in pubblico. La Holl rimarca di non aver alcun problema sul fatto che il proprio orientamento sessuale sia conosciuto dal mondo esterno, anzi in vista dei mondiali ha preferito chiudere alla porta a stupide speculazioni o gossip senza senso. La reazione dell’opinione pubblica e degli addetti ai lavori ha dimostrato come l’omosessualità sia assolutamente accettata nel mondo del calcio al femminile, cosa che non si può certo affermare per la controparte maschile.

L’allenatrice della Germania Silvia Neid ha apprezzato la decisione delle sue giocatrici, una scelta che conferma la sconfitta dei pregiudizi in materia di orientamento sessuale. Ursula Holl però non consiglierebbe un coming out ad un calciatore gay, perché tra gli uomini il tema è ancora tabù.

“ I tifosi allo stadio possono essere terribili, certe offese potrebbero far male alle persone”. Una valutazione condivisa dalla sua allenatrice, che teme le reazioni degli appassionati, che potrebbero essere molto cattive. Un atteggiamento che ha trovato conferma nella mancata reazione alle parole di Mario Gomez. Il centravanti della nazionale e del Bayern Monaco aveva invitato i suoi colleghi gay a dichiarare la propria omosessualità per cercare di superare i pregiudizi ancora presenti nel calcio.

Nessuno però ha risposto al suo appello, e la Holl ritiene ancora problematico affrontare con sincerità questo tema nel mondo del football maschile. Anche Siegfried Dietric, manager dell’1. FFC Frankfurt, la squadra di maggior successo del calcio femminile tedesco degli ultimi anni, condivide le valutazioni della Holl, e auspica che nei prossimi anni anche il mondo del football maschile si adegui all’atteggiamento che già si riscontra tra le donne.

Annunci

Lascia un commento

Non c'è ancora nessun commento.

Comments RSS TrackBack Identifier URI

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...