Serbia – Italia: l’inutile e l’ineluttabile

di Ivan Grozny

Quella che si giocherà al Marakanà di Belgrado è fondamentalmente una partita inutile per l’Italia. Affrontare i padroni della Serbia avendo già raggiunto la qualificazione dovrebbe lasciare tranquilli tutti. Invece, nel ricordo di quanto è successo all’andata, è chiaro che ci si ponga delle domande.

Almeno ogni tanto, è lecito aspettarselo anche da parte di chi solitamente non lo fa.. ma il problema è stabilire che tipo di domande ci si pone.

Mi spiego. In questi giorni tutti a ricordare Ivan Bogdanov – Ivan il Terribile, la “bestia”, l’uomo che ha messo a ferro e fuoco lo stadio Marassi di Genova. Tutti a dire che sono episodi da stigmatizzare, e lo ha fatto anche Mihajlovich, a dire poco criticando il comportamento degli Ultras serbi quel giorno.
Quindi, tutti a dire che è stata una vergogna, che certi comportamenti sono inaccettabili.
E quindi? No, voglio dire. Tutto qui?
Perché le questione, e mi sembra di potere dire, non solo a me, erano tante, diverse e inquietanti. Ma possibile che tutto si racchiuda in una questione di “disordine pubblico”?
No, io non ci credo. Non può sempre essere tutto ridotto a impedire di andare allo stadio queste e quelle persone. E’ non solo riduttivo, ma sfacciatamente inaccettabile.
Ricordiamo cosa abbiamo detto in occasione della partita di andata https://sportallarovescia.wordpress.com/2010/10/13/nostalgia-canaglia/
Il piccolo dibattito che si è aperto sul blog in quella occasione può già darci diversi spunti di riflessione. Aggiungiamoci che, gli italiani che si stavano mobilitando per andare a seguire la Nazionale fanno parte tutti di Ultras Italia, sigla che raccoglie supporter dalle curve più nere d’Italia: Verona, Treviso, Padova, Ascoli Piceno, Pescara, Reggio Calabria, Angri, tanto per fare dei nomi.
Chi avrà seguito le partite della selezione azzurra ha potuto notare che in curva non ci sono striscioni ma bandiere tricolori con scritta la città di provenienza. Nient’altro. Si sono contraddistinti per l’opposizione a certe scelte di Prandelli, che ha aperto le porte anche ai nuovi italiani, cosa che ad esempio, Marcello Lippi si era ben guardato di fare. Salutano il camerata Buffon intonando un coro che non lascia il campo a nessuna ipotesi di dubbio. E lui risponde salutando.
Inneggiano al duce, sì, proprio lui, ma non mi sembrava fosse un gran che come giocatore. Neppure in quello, figuriamoci..
Quindi, mi chiedo, cosa ci sia di diverso tra gli ultras serbi e quelli italiani? Di destra, sono di destra. Nazionalisti e xenofobi, lo sono entrambi. Forse la differenza la fa che quelli serbi, forse non solo per merito loro, hanno raggiunto il loro obiettivo, a Genova, mentre quelli italiani neppure lo stadio di Belgrado?
I supporter serbi addirittura sostengono che è la stessa polizia Serba che avrebbe accolto a dovere i sostenitori italiani, con il dente avvelenato per come i colleghi liguri hanno trattato i tifosi della nazionale serba. E bisogna ricordare che a Genova, c’era un chiaro intento politico da parte di chi ha scatenato i disordini, e riguarda l’annosa questione dell’entrata in Europa del paese balcanico.
Un bel quadretto, vero? Ma non era una partita inutile, svuotata di troppi contenuti tecnici?
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