Dai poltronissimi ai campionissimi

di Ivan Grozny

Cominciamo da una buona notizia. João Havelange, indiscusso numero della FIFA dal 1974 al 1998, della quale è ancora Presidente Onorario, si è dimesso dal CIO (Comitato Olimpico Internazionale) dopo ben 48 anni, per evitare di essere travolto dall’ennesimo scandalo. E’ sospettato di avere preso, per parecchi anni, mazzette da diverse aziende. Diciamo che la notizia non ci sorprende. Di origine belga, Jean-Marie Faustin Goedefroid de Havelange, è figlio di un mercante d’armi (!!!) proveniente dalla cittadina belga che porta il loro stesso nome, Havelange appunto. La sua carriera è molto simile a quella del nostro Franco Carraro, anche se quest’ultimo si è distinto soprattutto per imprese sul suolo patrio. E che imprese.. e nonostante gli scandali, ne è uscito praticamente sempre immacolato. Ma chissà, se Havelange ha dovuto mollare la presa  alla veneranda età di novantacinque anni, e considerando che, come ripetono da mesi politici di ogni parte, la prospettiva di vita si è allungata, potrebbe toccare anche a lui un giorno.

Havelange ha evidentemente da togliersi qualche sassolino dalla scarpa se è arrivato a dichiarare che i Mondiali del 1966 in Inghilterra e quelli successivi in Germania furono pilotati per fare vincere le squadre dei Paesi ospitanti. E questo ci fa pensare a una pratica consolidata anche da noi, giustificare eventuali malefatte sostenendo che in fondo lo facevano anche gli altri. Quindi ci verrebbe da chiedere se anche lui come il suo predecessore, Sir Stanley Rous, inglese, abbia fatto lo stesso. Nel 1978 (   http://www.ilmegafonoquotidiano.it/libri/i-mondiali-della-vergogna  ) si prodigò per fare passare l’idea che l’Argentina fosse un Paese normale, e in questo Henry Kissinger gli diede una grande mano. Erano gli anni dei generali e dei desaparecidos, è inutile ricordarlo. E guarda caso, a vincere fu la squadra di casa.
Aanche in Brasile aveva lo stesso tipo di..amicizie.

Il suo successore, Blatter, lo conosciamo bene , ed è quasi inutile spendere altre parole. In questi giorni ha dichiarato che per i prossimi Mondiali, quelli in Brasile, finalmente la tecnologia coadiuverà l’operato dei direttori di gara e dei loro assistenti, ma solo in caso di goal fantasma. E ha poi aggiunto, che poi si ritirerà. C’è da credergli? Se davvero tutto il mondo è paese, allora mi viene da pensare che sia solo una citazione.. di Veltroni.
Sono note le sue gaffes, non ultima quella sul razzismo (https://sportallarovescia.wordpress.com/2011/11/18/il-pianeta-di-blatter/ ) nel calcio, che a suo parere non esiste.

Ma come dicevamo qualche giorno fa, questi sono anche giorni di assegnazioni di titoli in America Latina.
Il Boca Jrs si è aggiudicato il titolo con tre turni di anticipo sconfiggendo nella sfida casalinga il Banfield per 3 a 0. La Bombonera una bolgia. La parte di Buenos Aires che parteggia per gli xeneizes potete immaginare quanto ha festeggiato. E continuerà  a farlo. E non dimentichiamo che l’acerrimo nemico ( https://sportallarovescia.wordpress.com/2011/06/28/suonata-la-banda/  ) , il River Plate, è in serie B..
La squadra, guidata dal tecnico Falcioni, non ha mai perso una partita. E punta a finire il campionato imbattuto. A parte Schiavi e Riquelme, che non sono propriamente dei ragazzini, il resto del team è  molto giovane. Di Mouche, Viatri, Roncaglia e Cvitanich c’è solo da aspettare qualche tempo,  e poi li vedremo sicuramente su palcoscenici europei.
In Brasile ha trionfato il Corinthians, che ha trovato il modo migliore per salutare Socrates (https://sportallarovescia.wordpress.com/2011/12/05/socrates-il-dottore-se-ne-andato-ma-non-i-suoi-insegnamenti/ ) , ed è stato davvero emozionante vedere tutto lo stadio e tutti i giocatori del Timao alzare il pugno chiuso (  http://www.youtube.com/watch?v=6by9KYbV-lw ) al cielo durante il minuto di silenzio in suo onore.

Un’emozione unica, difficile da vedere in Europa. Il saluto che meritava.
Ultima notazione, arriva dall’Uruguay. Álvaro Alexander Recoba Rivero, detto il Chino ,35 anni, ha regalato con il suo proverbiale sinistro un insperato titolo al suo Nacional. Proprio lui, http://www.youtube.com/watch?v=n-ZFggi0rqM , che immagino molti pensavano in pensione. Una vittoria sul filo di lana, in una stagione che lo ha visto protagonista con diversi goal decisivi in questo Apertura  in Uruguay. Tornato nella squadra che lo ha lanciato si è regalato una grande soddisfazione. Per sé e per i suoi tifosi.

Un grande talento, mai completamente espresso, ma cristallino.

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