La tavoletta

di Ivan Grozny

Altro che tavolo della pace; altro che riunione dei presidenti più importanti della A per restituire serenità al nostro calcio. Ci vuole ben altro.
Ma andiamo per ordine. Settimana scorsa c’è stato l’incontro organizzato da Petrucci, presidente del CONI, e da Abete, della FIGC, con la finalità di proporre un documento che mettesse la parola fine allo scandalo di Calciopoli. Nulla di fatto, e in fondo, non poteva che essere così.
Anzi, Moratti ha ribadito che non firmerà nessun documento congiunto, Dalla Valle minaccia di denunciare Guido Rossi, A. Agnelli non si capisce poi così bene a cosa punti. Diviso tra due fuochi, l’evidenza ( può solo sperare che levino lo scudetto del 2006 all’Inter, ma non che glielo riassegnino) e la piazza, ha scelto di ascoltare la seconda. E anche qui, nessuna sorpresa, visto che fu proprio quella a spingere per farlo diventare Presidente.

Anche Della Valle non si capisce mai bene a che gioco stia giocando, e quest’ultimo attacco a Guido Rossi ci fa capire come sia cambiata in questi anni la sua posizione. Prima accusatore del calcio malato, poi si piega alla volontà della cricca; prima fiducioso dell’operato di Rossi, oggi addirittura minaccia di denunciarlo. Lo farà? Ci crediamo poco…

De Laurentiis è già abbastanza soddisfatto di sedere al tavolo delle grandi. Metterebbe volentieri un lieto fine alla vicenda. Poi c’è Moratti che fino all’esplosione del più grande scandalo che ha investito il calcio italiano era anche molto vicino allo stesso Della Valle,  come unico alleato ora si trova solo il presidente del Napoli, che però in questa vicenda assume un ruolo di basso profilo.
Molti si chiedono dove sia la verità. Io mi chiedo invece dove sia la federazione.
Come può sempre o non sapere, o agire come Ponzio Pilato. Ma questo non riguarda solo calciopoli.

E’ di oggi la notizia riguardante l’arresto di C. Doni e altri tra calciatori ed ex, coinvolti in uno scandalo di dimensioni internazionali. Un giro di scommesse  https://sportallarovescia.wordpress.com/2011/06/01/ci-avrei-scommesso/ di milioni di euro, con base a Singapore. Si aggiustavano partite sulle quali venivano investiti milioni di euro. I contatti con squadre e giocatori erano gestiti appunto da gente come l’ex terzino di Inter e Roma Sartor, o addirittura calciatori ancora in attività come Carlo Gervasoni del Piacenza (attualmente sospeso) e Filippo Carobbio dello Spezia.

L’ex capitano dell’Atalanta si allena tutti i giorni con la formazione orobica, che  è stata penalizzata di sei punti prima dell’inizio del campionato. Ed è da quando è cominciato il torneo che non sentiamo dire altro che la squadra di Bergamo, con quei sei punti in più, chi lo sa dove sarebbe in classifica. Oggi tutti si dichiarano stupiti e amareggiati del suo arresto, e il sindaco della città Franco Tentorio, commenta così l’accaduto: “Sorpreso e dispiaciuto. Sono davvero molto sorpreso e dispiaciuto per l’uomo (Doni, n.d.r.) e per l’ambiente sportivo bergamasco. Non conoscendo altri elementi, penso sia opportuno non esprimere altre valutazioni. Probabilmente l’Atalanta sarà danneggiata”. Penalizzata, vorrà dire..
In altri tempi, ma non parlo di troppi anni fa, le sanzioni sarebbero state durissime. Per atleti e società. Oggi questo non accade, e anzi chi viene colpito da squalifiche o penalizzazioni parla sempre di ingiustizie e situazioni che si chiariranno con facilità…

Poi c’è l’aspetto del tifo. Un tifoso non sa distinguere, uno sportivo sì. Io credo che un vero supporter dell’Atalanta dovrebbe avere un atteggiamento critico rispetto a certi atteggiamenti. Credo lo stesso quando si parla della Juve di Moggi. Un vero tifoso dovrebbe sentirsi offeso. Per quanto riguarda le scommesse, sapevamo che la storia non era finita come si voleva fare credere qualche mese fa. Lo avevamo anche scritto  e sappiamo bene che certe situazioni si ripetono. Proprio nella nostra video intervista http://www.youtube.com/watch?v=q8INiiuN_zY  a Petrini tocchiamo questo argomento, e Carlo ha le idee molto chiare in proposito:  “I giocatori ci cascano sempre, ciclicamente. Non hanno imparato nulla da quanto è accaduto a noi negli anni ottanta – racconta Carlo Petrini –  ma tanto dopo qualche giorno queste vicende spariscono dai giornali e la gente se ne dimentica”.
Ancora uno scandalo che nessun tavolo di concertazione può azzerare.
Un po’ come il caso Bergamini, “Il calciatore suicidato” (Carlo Petrini, Kaos editore), di cui oggi, dopo tanti anni, si torna http://www.giustiziagiusta.info/index.php?option=com_content&task=view&id=5308&Itemid=52  finalmente a parlare. Ma l’omertà che ha avvolto questo caso conferma quanto questa storia fosse poco chiara, questa storia, fino dal principio. E parliamo del 1989. Torna a farsi largo la tesi dell’omicidio http://www.repubblica.it/cronaca/2011/12/17/news/bergamini_ucciso-26752718/ . Gli accertamenti che normalmente si avrebbero dovuto fare da parte degli inquirenti non ci furono, e a distanza di tutti questi anni i pochi (il padre, lo stesso Carlo Petrini, qualche giornalista coscienzioso..) che non si sono arresi all’evidenza, non hanno avuto spazio sui media che contano.

Anche su questo, assoluto silenzio da parte della FIGC. Chi si è occupato del caso non fa mistero che il collegamento tra malavita organizzata e il calcio siano evidenti.
Potremmo andare avanti così per pagine e pagine. Ma è meglio fermarci qui, per ora.
In attesa non di un tavolo, ma di una tavoletta che copra.. il marcio che c’è e che più di qualcuno, ancora, si ostina a volere nascondere.

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1 commento

  1. Come sarebbe bello sentirle da una radio in FM queste cose, ma si sa Sherwood non esiste piu, e non venitemi a dire che la WebRadio funziona come cazzo faccio mica me la porto in macchina al lavoro o ecc…maledetta quella volta che avete fatto una scelta del genere


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