Sapessi come è strano tifare a Milano

di Mauro Valeri

Negli ultimi quattro mesi, la Milano sportiva è stata al centro di alcuni episodi che dovrebbero far riflettere. Ne ricordiamo tre, che pur se diversi tra loro, sembrano avere un filo nero che li unisce. Primo episodio. Il 18 dicembre al PalAgorà si è disputa la partita di A-2 di hockey su ghiaccio tra i padroni di casa, Milano Rossoblu, e la squadra altoatesina dell’Egna. E’ una partita importante, perché entrambe sono in cima della classifica. A destare clamore però non è tanto la partita, quanto ciò che accade subito dopo il fischio finale. Un gruppo di tifosi della squadra milanese entra con la forza nello spogliatoio degli altoaetisini e lo mettono a soqquadro, utilizzando i bastoni sottratti ai giocatori, con i quali feriscono anche due tesserati dell’Egna (allenatore e accompagnatore). Di tutto ciò nulla risulta sul referto arbitrale, perché, mentre i tifosi spaccavano tutto, gli arbitri dell’incontro erano nello spogliatoio (sebbene appaia difficile credere che non abbiano sentito nulla di tutto quel frastuono). I contusi promettono una denuncia penale, mentre il presidente, Ivo Visintin, denuncia anche il furto dei bastoni di gioco (per un valore di oltre 8000 euro) e chiede con forza la chiusura del PalAgorà fino alla fine del campionato. Intanto, il Commissario del Governo della Provincia di Bolzano vieta la trasferta ai tifosi milanisti nella partita contro il Caldaro; analoga misura viene adottata dall’Osservatorio del Viminale per le altre trasferte.

La Milano Rossoblu è una società sorta nel 2008 dopo lo scioglimento, a giugno dello stesso anno, della Milano Vipers, fondata dieci anni prima e cinque volte campione d’Italia. Proprio degli eccessi dei tifosi dei Vipers mi ero occupato nel mio “Che razza di tifo”. Infatti, alcune inchieste giudiziarie della fine del 2007 si erano interessate ad un gruppo di supporters dei Vipers, che ruotava attorno alla sigla “Curva di Milano”, che avrebbe raggruppato “tutti i tifosi più esagitati” che seguivano la squadra milanese. Tra loro anche un certo “Riki”, già denunciato per discriminazione razziale e fondatore, secondo l’inchiesta, di Nuova Guardia e di Ambrosiana Skin, una formazione di estrema destra espressione da stadio degli Hammerkin. Oltre a tifare per i Vipers, il gruppetto seguiva l’Internazionale, insieme ad altri fuoriusciti dagli Irriducibili (per intenderci, ancora più estremisti dei già fascisti estremisti interisti). Secondo l’Osservatorio Democratico, il gruppo degli Ambrosiana skinheads era ancora attivo, con a capo sempre “Riki”, nel gennaio 2009. E’ possibile che siano ancora loro? Di certo, tra gli effetti collaterali dei DASPO c’è stato lo spostamento di alcuni “tifosi” di calcio verso altri sport, con l’intento di continuare a fare delle tribune un luogo di aggregazione violenta e di propaganda fascista. La Milano Rossoblu tace.

Secondo episodio. Il 20 ottobre, al temine della partita di Eurolega di basket, due tifosi dell’Olimpia Milano sono stati aggrediti con calci e pugni nei pressi del Forum di Assago. Ad aggredirli altri tifosi della stessa squadra milanese, che li hanno ritenuti “colpevoli” di aver criticato, tempo prima, l’allenatore dell’Olimpia, Piero Bucchi, esonerato nel gennaio 2011 per gli scarsi risultati sportivi ottenuti nella stagione e ora coach dell’Enel Brindisi (e al quale erano state dedicate alcune pagine su facebook: “Bucchi vattene”, “Via Piero Bucchi dall’Olimpia Milano”). Secondo uno degli aggrediti il gruppo di assalitori, al termine del pestaggio, gli avrebbe detto: “Ricordatevi i Bucchi Boys”. A rendere più esplicita la punizione, ad uno degli aggrediti è stata tagliata la parte superiore dell’orecchio sinistro. Fino alla stagione precedente, sugli spalti del Forum era presente lo striscione “Bucchi Boys”. Andato via l’allenatore, lo striscione ha retto ancora per un po’, poi non si sa bene che fine abbia fatto. Il Corriere della Sera, nel commentare l’aggressione, riportava che “già l’anno scorso ad un ragazzo all’interno del Forum è stata asportata da parte di ignoti una parte dell’orecchio, proprio in quanto esponeva uno striscione ‘Bucchi vattene’”. Se a Roma i tifosi intimoriscono gli avversari con la pungicata (coltellata all’altezza dei glutei) a Milano sembrerebbe in voga il taglio di una parte dell’orecchio! Comunque, anche l’Olimpia (e Bucchi) per ora tacciono.

Terzo episodio. A settembre, uno storico leader del tifo milanista, Giancarlo Lombardi, detto Sandokan, capo dei “Guerrieri ultras”, poi confluiti, con le “Brigate rossonere” nel marchio “Curva Sud Milano”, che qualcuno ha definito il frutto di “un’opa criminale alla curva”. Lombardi era già stato condannato in primo grado, nel 2007, a cinque anni e otto mesi per estorsione ai danni del Milan (che si era anche costituito parte civile e Galliani era finito sotto scorta). Questa volta l’accusa è estorsione ma anche riciclaggio di circa un milione di euro con il coinvolgimento di discoteche e bar del centro. Parte di questi guadagni arrivavano anche dalla vendita sovrapprezzo di biglietti per lo stadio. Sembra che, con i soldi guadagnati in questo modo, Lombardi si sia comprato una casa a Sirmione e un’altra in Costarica, oltre a finanziare il film “L’ultimo ultras” (2009), del regista Stefano Calvagna (che si definisce ultrà laziale), a sua volta gambizzato a Roma, e poi finito in carcere per truffa aggravata e falso. Del film, Lombardi è coprotagonista, ed interpreta Bruno, che, stando alle parole del regista, è “un piccolo boss e un bastardo vero”.

Anche se Lombardi non poteva entrare negli stadi, in occasione dell’uscita del film a fine 2009 era riuscito a far appendere a San Siro, nella “sua” curva sud, uno striscione spot: “Il 4 settembre tutti al cinema: L’ultimo ultras”. Seguito da un altro più politico: “Avanti con Silvio”, che segnava un netto cambiamento rispetto a mesi di dura contestazione al presidente. I più informati avevano avanzato il sospetto che era dovuto alla decisione del Milan di offrire 5000 biglietti omaggio agli “ultrà” in occasione del derby che si sarebbe disputato da lì a poco (non saranno i biglietti che poi Lombardi “riciclava”?). E altre promesse ancora. Eppure il pm milanese Luca Poniz, era stato piuttosto esplicito: “Lombardi è il capo indiscusso del gruppo di tifosi denominati Guerrieri ultras, costituito con modalità e caratteri propri dell’associazione criminosa, anche in relazione al riconosciuto profilo criminale di Lombardi”. Nonostante questo, come ben documentato da Il Fatto Quotidiano, a luglio 2011, lo stesso Galliani aveva partecipato ad una kermesse a Milanello con i suoi presunti estorsori, tra i quali c’è anche Lombardi (che, oltre ad avere “simpatie fasciste”, sarebbe vicino a Loris Grancini, “figura di spicco della criminalità milanese per i suoi rapporti con le cosche calabresi e siciliane”) e altri Guerrieri, come Mario Diana e Luca Lucci (condannato a quattro anni in primo grado per aggressione ad alcuni tifosi interisti).

Nell’incontro a Milanello sono presenti anche iscritti alle neonata associazione culturale Curva Sud, molti dei quali provenienti dal centro sociale di estrema destra Cuore nero. Anche se l’arresto è arrivato a pochi mesi da questo imbarazzante incontro, ovviamente il Milan, e Galliani, molto milanesemente, tacciono.

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