Paoloni, il “SERIAL LIAR”

di Ivan Grozny

“Sono semplicemente un coglione, nulla di più. Millantavo amicizie e conoscenze, ma in realtà non facevo altro che tirare a indovinare sperando che l’incubo finisse”.

Chi parla è Paoloni. Uno degli indagati nello scandalo delle scommesse. E’ quello che ai microfoni di “Piazza Pulita”, intervistato dall’ex iena Alessandro Sortino  http://www.la7.it/piazzapulita/pvideo-stream?id=i491835  di fatto smonta, non solo l’impianto accusatorio della Procura di Cremona, ma tutto quello che si scrive e si dice da un po’ dalla vicenda. A LA7 lo hanno preso in simpatia, è evidente, tanto che nella nuova trasmissione domenicale dell’ex direttore del Tg Antonello Piroso, MAN (Ma anche no), è stato addirittura ospite in trasmissione http://www.legapro.it/video-intervista-marco-paoloni-la7/ .Come avevamo già detto, la sensazione è stata quella di ascoltare le parole di un bugiardo seriale. In un articolo di qualche giorno fa, infatti, https://sportallarovescia.wordpress.com/2011/12/29/le-non-notizie/#more-1561, lo dichiaravamo senza remore. Ed ora consigliamo, a maggior ragione, di ascoltare l’intervista. Ieri a Cremona c’è stato un nuovo interrogatorio in Procura dove è stato sentito nuovamente Cristiano Doni. Fermo restando che non perde occasione per difendere la società Atalanta, anche quando nessuno glielo chiede, anche il resto delle sue dichiarazioni non convince al cento per cento.

Per quanto riguarda Paoloni (quello del sonnifero ai suoi compagni di squadra), invece, appare chiaro che non solo ha mentito a chi lo ha intervistato, ma pure agli inquirenti, che però, proprio dai dati del suo I-Phone e del suo computer sono riusciti a ricostruire molte delle cose che non quadravano. E stanno uscendo i nomi di altri giocatori, o facenti parte il mondo del calcio. Dovrebbero arrivare novità anche nei prossimi giorni, dopo la cattura e l’estradizione in Italia di diversi protagonisti di questo scandalo.

Tra questi Gabor Horvath, un giocatore ungherese che ha ammesso di fare parte dell’organizzazione sulla quale stanno indagando procure di mezza Europa. Questi ha parlato di vari partite di diversi campionati, e ancora una volta si parla di Lecce-Lazio del campionato 2010 – 2011, giocata a Lecce il 22 maggio 2011. Significative le parole dell’ex tecnico dei salentini De Canio: “Gervasoni sembra che abbia detto di aver sentito da una persona straniera del presunto coinvolgimento di alcuni giocatori del Lecce. Le parole di Zamperini, che non so se sono state realmente dette ai giudici, escludono il coinvolgimento di Ferrario. Dopo la salvezza conquistata, per noi fu una settimana di festa, ci allenammo pochissimo e lasciai i calciatori liberi di divertirsi, perché era stata un´annata molto dura. La Lazio era più motivata di noi, non so quanto interesse avessero i miei giocatori ad entrare in certi tipi di coinvolgimento. Rosati lo conosco più di Benassi, ma stiamo parlando di persone dalla serietà estrema. Andrei molto cauto prima di esprimere giudizi, magari da una chiacchierata banale chissà quante illazioni possono venire fuori. Sono fiducioso, perché i miei ragazzi non fecero niente di male contro la Lazio. Se qualcuno si intendesse di calcio, nessuno si sarebbe messo a comprare quella partita, viste le nostre scarse motivazioni. In quella partita schierai Giuliatto dopo una lunga inattività e lo misi al centro della difesa assieme a Giacomazzi. Eravamo in totale emergenza. Se io fossi stato uno scommettitore, anche io avrei scommesso sulla Lazio”.

Come vediamo, i protagonisti di quest’inchiesta non solo le tentano tutte per difendere se stessi, ma prima di tutto difendono un sistema. E questo, scusate, appare assolutamente evidente.
Perché, verrebbe da chiedersi? Perché sono sempre errori di singoli e mai invece riconducibili alle società di calcio?

La Lazio ha già fatto sapere che denuncerà tutti coloro che abbineranno il nome della società biancoceleste a questo scandalo.
Sarebbe interessante se qualcuno, giornalista o magistrato che sia, cominciasse a interrogarsi su questo. Durante l’ultima Domenica Sportiva l’argomento lo si è affrontato quando era passata da un po’ la mezzanotte. E l’unica domanda che ci si poneva era legata a quali squadre potrebbero essere penalizzate. Rassicurando tutti i telespettatori che anche in caso di sanzioni, queste non sarebbero state pesanti per Lazio, Genoa, Chievo, Atalanta (ancora?). Bel modo di affrontare il problema da parte della storica trasmissione RAI, ma in fondo neppure questo dovrebbe stupire, tutto sommato.

Moggi, Dossena, Signori e altri ex in odore di scandali, sono stati sia protagonisti dei più recenti scandali ma anche delle serate della DS. Dopotutto, se non sanno loro come vanno le cose, chi dovrebbe saperne di più? Giornalisti come Scardina, Tosatti, Melli, Biscardi o altri che come loro sono risultati essere a strettissimo contatto con i maggiori responsabili di quella pagina mai chiusa (e non per gli scudetti cancellati alla Juve) che si chiama Calciopoli.

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