Palestre a Sinistra

di Sergio Sinigaglia
Il Manifesto, 27 gennaio 2012

A Roma ce n’è una intitolata a Valerio Verbano, giovane militante dell’Autonomia operaia trucidato dai fascisti nel 1980. A Bologna è nata per iniziativa dei militanti del Teatro Polivalente Occupato ed è frequentata da studenti universitari e immigrati. Viaggio nel mondo delle palestre popolari, tra calcio, kickboxing e politica.
I raggi di sole filtrano tra gli alberi del giardino e iniziano a scaldare una domenica di gennaio inevitabilmente piuttosto fredda. I ragazzi arrivano un po’ assonnati. Siamo nel Centro sociale Asilo Politico dove deve tenersi la prima assemblea nazionale delle palestre popolari e delle polisportive antirazziste. Ieri c’è stato un prologo con un torneo di calcio a tre. Poi il terzo tempo organizzato dalla Assata Shakur e la sera musica. «Capperi come ci davano giù quelli della squadra del Camerun» dice Max della Polisportiva San Precario di Padova. Abbiamo l’appuntamento con lui e altri rappresentanti di alcune tra le realtà più importanti presenti all’incontro, per farci raccontare le loro storie, l’attività che svolgono. Oltre a Max partecipano alla nostra “tavola rotonda” Luca e Simone della Palestra Valerio Verbano di Roma, Roberto della Palestra popolare del centro sociale Tpo di Bologna.Percorsi che iniziano in tempi diversi, realtà che praticano discipline non sempre simili, ma accomunate da un unico concetto: anche lo sport è un bene comune.

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Parità tra Carrozza e Finzi. La ripetizione tra due mesi.

Finisce pari. In molti all’inizio del match si erano domandati, ignari delle regole dello sport nobile, se esistesse il pareggio, il segno X. Ebbene sono stati accontentati.
La cornice di Piazza Umberto I a Frattamaggiore c’ha regalato un ring circondato di spettatori. Oltre ai supporters di Carrozza provenienti da Napoli e da Marano, in tanti hanno affollato la location del meeting pugilistico nel paese della provincia di Napoli.
Una cornice che testimonia come, anche grazie all’esperienza di Carrozza, il pugilato in Campania continui a crescere nel numero di spettatori e di atleti.
Questa la location in cui si svolge l’incontro valevole per il titolo di Campione del Mediterraneo Continua a leggere

Salvatore Carrozza verso il titolo di Campione del Mediterraneo

Salvatore Carrozza, il pugile  antifa della periferia nord di Napoli, combatterà venerdi’ 8 ottobre per il titolo di Campione del Mediterraneo Ibf dei pesi welter.
Dopo aver vinto il titolo di Campiona Intercontinentale Wbf di categoria, e dopo alcuni successi minori nella recente estate , il campione del quartiere di Marianella tenta l’assalto ad un nuovo importante titolo.

Carrozza è animatore ed istruttore della Palestra Popolare Rubin Carter presso il Laboratorio Insurgencia, Continua a leggere

In memoria di Leone Jacovacci


di Mauro Valeri

Il 16 novembre del 1983 moriva, in un letto di ospedale di Milano, Leone Jacovacci. Poche settimane prima era stato colpito da infarto, il settimo in pochi anni. Leone aveva ottantuno anni. Era nato nel 1902, a Pombo, in quello che all’epoca era lo Stato Indipendente del Congo, che in realtà non era altro che una proprietà privata del re del Belgio, Leopoldo II. Il padre di Leone, Umberto, era un agronomo romano che, insieme al fratello Aristide, alla fine dell’Ottocento avevano tentato la fortuna emigrando in quel paese lontano e misterioso. Continua a leggere

Chi lotta può perdere. Chi non lotta ha già perso

L’isola dell’Asinara è un luogo conosciuto per due ragioni completamente diverse: la prima è quella di essere una sorta dei “paradiso” naturalistico con pochi eguali nell’intero Mediterraneo e la seconda, invece, è quella di aver ospitato per lunghi anni una delle più tristemente famose strutture carcerarie di massima sicurezza, in cui sono stati internati molti dei peggiori criminali comuni e politici italiani, Brigatisti Rossi in particolare.
Ora, ormai in disuso, la prigione è diventata lo “scoglio” a cui si sono aggrappati alcuni operai cassintegrati della Vinylis i quali, dal 24 Febbraio scorso, Continua a leggere

Quando Ali’ disse no alla guerra


Mentre gli Stati Uniti erano impegnati nella guerra del Vietnam, nel 1967 Muhammad Alì rifiutò la chiamata di leva dichiarando la sua obiezione di coscienza per motivi religiosi ed alimentando così l’opposizione pacifista. Dell’impegno del pugile per i diritti civili degli afro-americani e di tutte le minoranze racconta il documentario “When we were kings”, firmato da Leon Gast nel 1996 e tutt’oggi uno dei più appassionanti film di tematica sportiva. Ne discutiamo assieme al giornalista ed esperto di pugilato Ivan Malfatto.

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