La strage nello stadio

di Mauro Valeri

Quasi un anno fa, proprio su questo blog, avevamo raccontato della partecipazione alla “rivoluzione egiziana” di numerosi tifosi di calcio. Tra loro, i più attivi erano gli ultrà e qualche giocatore dell’Al Ahly de Il Cairo, la squadra egiziana più blasonata (36 scudetti vinti). Dopo un anno, nonostante Mubarak era stato costretto a dimettersi, è arrivata la vendetta. Infatti, pochi giorni fa, al termine della partita di campionato tra l’El Masry di Port Said e l’Al Ahly, si è scatenata una vera e propria caccia all’uomo ai danni dei tifosi e dei calciatori della squadra della capitale, che ha provocato 74 morti e alcune centinaia di feriti (ma qualcuno parla si almeno mille). “Il peggior disastro nel calcio egiziano”. Alcuni giornali hanno scritto che all’origine di questa carneficina vi fossero “motivi calcistici”, uno scontro tra “tifoserie”, una rivalità calcistica sfociata in guerra. Continua a leggere

Palestre a Sinistra

di Sergio Sinigaglia
Il Manifesto, 27 gennaio 2012

A Roma ce n’è una intitolata a Valerio Verbano, giovane militante dell’Autonomia operaia trucidato dai fascisti nel 1980. A Bologna è nata per iniziativa dei militanti del Teatro Polivalente Occupato ed è frequentata da studenti universitari e immigrati. Viaggio nel mondo delle palestre popolari, tra calcio, kickboxing e politica.
I raggi di sole filtrano tra gli alberi del giardino e iniziano a scaldare una domenica di gennaio inevitabilmente piuttosto fredda. I ragazzi arrivano un po’ assonnati. Siamo nel Centro sociale Asilo Politico dove deve tenersi la prima assemblea nazionale delle palestre popolari e delle polisportive antirazziste. Ieri c’è stato un prologo con un torneo di calcio a tre. Poi il terzo tempo organizzato dalla Assata Shakur e la sera musica. «Capperi come ci davano giù quelli della squadra del Camerun» dice Max della Polisportiva San Precario di Padova. Abbiamo l’appuntamento con lui e altri rappresentanti di alcune tra le realtà più importanti presenti all’incontro, per farci raccontare le loro storie, l’attività che svolgono. Oltre a Max partecipano alla nostra “tavola rotonda” Luca e Simone della Palestra Valerio Verbano di Roma, Roberto della Palestra popolare del centro sociale Tpo di Bologna.Percorsi che iniziano in tempi diversi, realtà che praticano discipline non sempre simili, ma accomunate da un unico concetto: anche lo sport è un bene comune.

Continua a leggere su Global Project

Per guardare attraverso e oltre

dalla Polisportiva Antirazzista Assata Shakur Ancona

È vero! Il tempo è una categoria e una dimensione che nella crisi sta assumendo sempre più importanza. Gli avvenimenti si susseguono rapidamente e se potessimo utilizzare un metronomo virtuale per definire la velocità del tempo, ci accorgeremmo che non è possibile supportare un battito costante. Questo perché siamo sottoposti a continue accelerazioni e rallentamenti.
Lo abbiamo vissuto anche noi in questi ultimi giorni nella città di Ancona. I ripetuti attacchi da parte della squadra anticrimine ci hanno sottoposto a continue sollecitazioni per cui l’elemento del tempo è divenuto fondamentale per costruire una risposta chiara ed efficace. Come scriveva Paolo Cognini in un suo recente documento pubblicato su globalproject, continuamente s’intrecciano elementi nuovi e vecchi. Quando arriva il momento in cui credi di aver compreso tutto, ti accorgi che è il momento in cui devi porti più domande. Da quando Alessio è stato arrestato, abbiamo percepito che qualcosa attorno a noi stava cambiando. Continua a leggere

Il minestrone

di Ivan Grozny

Alessio è tornato a casa. E’ libero, sta bene, ma come credete si possa sentire una persona che finisce per due giorni in isolamento e scopre, durante il dibattimento del processo per direttissima, consumatosi lunedì, che in realtà l’imputato non è lui?
Già, perché alla sbarra, chi viene messo in discussione è l’attivista cubana Assata Shakur… paradossale, vero? Tanto per tranquillizzarvi, l’attivista da cui prende il nome le polisportiva anconetana sta bene, vive a Cuba e credo non sappia neppure nulla di quanto è accaduto in Italia in questi giorni. Ad Ancona, per la precisione. Continua a leggere

ALESSIO LIBERO SUBITO!

L’esempio di come si ripaga chi tutti i giorni si impegna a costruire un’alternativa partendo dal diritto allo sport

Quello a cui siamo stati costretti ad assistere ieri sera al campo sportivo di Marina di Montemarciano rasenta l’incredibile.

Chi da anni lavora nel sociale e fa politica sul territorio è tristemente abituato a subire piccole e grandi angherie, intimidazioni, abusi e restrizioni di ogni sorta da parte delle forze dell’ordine.

Ma nella giornata di sabato si è davvero superato ogni limite. Alessio Abram, presidente della squadra di terza categoria Assata Sakur, al termine della partita di campionato tra la sua squadra e quella locale è stato avvicinato da 3 agenti dell’anticrimine ed invitato a presentarsi in Questura. Continua a leggere

Convegno a Marghera: “Tifosi, class-action contro la FIGC dopo lo scandalo scommesse”

di Bruno Bartolozzi, tratto da Il Corriere dello Sport, lunedì 6 giugno 2011

MARGHERA – «Una class action contro la Figc per omesso controllo rispetto alla vicenda scommesse. Questo scandalo umilia i valori dello sport, tradisce la passione dei tifosi. Da mesi si parla di gare sospette e nessuno in federazione si è mosso. Perché? Ora il Palazzo ne risponda».L’idea è stata lanciata al termine di un convegno che si è svolto parallelamente ad un torneo di calcio che ha richiamato al Rivolta Pvc di Marghera centinaia di tifosi e praticanti di almeno venti realtà europee. Si tratta del trofeo Alerta Cup – Trofeo Bae: calcio e dibattiti su identità e cultura del calcio e contro il razzismo, che ha visto protagonisti gruppi ultras (presenti nelle curve di Ancona, Atalanta, Cosenza, Sampdoria, Hapoel Tel Aviv, Girondins Bordeaux, Athletic Bilbao, Celtic Glasgow, Omonia Nicosia, Plicko Plicko, St.Pauli Amburgo, Standard Liegi, Sparta Praha) e polisportive (San Precario Padova, Independiente Vicenza, Assata Shekur Ancona).
Continua a leggere

Razzismo, controllo e scommesse

di Ivan Grozny

La due giorni di Zelarino/CSO Rivolta è anche l’occasione per riflettere e confrontarsi su temi che accomunano tutti coloro che hanno aderito a questa manifestazione internazionale.

E’ l’occasione per fare il punto su questioni che è vero che dibattiamo da tempo, ma che è sempre opportuno monitorare. La spinosa questione del controllo dei soggetti che lo stadio lo vivono e lo rendono vivo. I regolamenti che non agevolano il tesseramento di persone non nate nel nostro territorio, e le difficoltà per fare praticare lo sport ai cosiddetti “nuovi cittadini”. La questione della tessera del tifoso, la desertificazione degli stadi, di qualunque categoria si parli.
Continua a leggere