LIBERO ARBITRIO

di Ivan Grozny

Arbitrarsi da soli? Non sarebbe meglio? Può sembrare una provocazione, ma forse non è proprio un’idea da buttare. Ma andiamo per ordine..
Se si mettono a protestare anche i rugbysti, vuole dire che c’è davvero qualcosa che non funziona. Già, perché la semifinale di Coppa del Mondo di Rugby che si sta disputando in Nuova Zelanda è giunta al suo atto finale non senza polemiche. Continua a leggere

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Dal «Che» a Giovanni Paolo, i grandi che amavano il rugby

Paolo Ligammari

Per il giovane studente argentino di medicina Ernesto Guevara era stata un folgorazione giovanile e sconvolgente. Malgrado l’asma, giocò a rugby dai 14 ai 23 anni e fondò con il fratello Roberto la rivista «Tackle», il placcaggio, l’anima del gioco, in cui mise la stessa dedizione che dedicò poi alla lotta rivoluzionaria. La rivista durò poco, perché «si occupava troppo di politica», secondo la polizia. Ernesto arrivò fino alla serie A argentina, giocando con il San Isidro di Buenos Aires e facendo impazzire il padre, preoccupato per la sua salute. Alla fine rinunciò e prese altre strade, ma il rugby rimase per il medico della Revolución uno dei piaceri dello spirito, tanto che tentò di fare proseliti anche tra i barbudos, tra le montagne di Cuba. Dalle pampas alle fredde pianure polacche, da un rivoluzionario all’altro: anche Karol Wojtyla, più o meno negli stessi anni, si misurò con le ruvidezze del rugby. Tra una pièce teatrale e una discesa con gli sci, anche il futuro Giovanni Paolo II apprezzava il gioco inventato nelle università inglesi e presto diffuso ai quattro angoli del pianeta. SPORT DI LOTTA E DI CLASSE – Il rugby, sin dalle origini, si rivelò un gioco adatto all’«upper class», così come il football conservava nel Dna un’anima proletaria. Non per niente i natali leggendari del gioco della palla ovale si fanno risalire a una delle più esclusive «public school» britanniche, quella di Rugby, Continua a leggere

RUGBY, L’ITALIA DEGLI STRANIERI CHE PIACE A TUTTI


di Elvis Lucchese

VILLABASSA (Bolzano) – Da domenica scorsa la Nazionale di rugby si trova a Villabassa, nel comfort climatico dei 1130 metri d’altitudine, per prepararsi in vista dei Mondiali in programma dal 9 settembre in Nuova Zelanda. Il sogno del gruppo allenato dal sudafricano Nick Mallett è quello di conquistare il passaggio del turno ed entrare così fra le prime otto del pianeta ovale, traguardo già sfiorato (soprattutto a Francia 2007) ma mai raggiunto in sei partecipazioni alla World Cup. Insediandosi nella località presso Dobbiaco, dove resteranno per tutto il mese di luglio, gli azzurri intanto hanno già involontariamente infranto un piccolo ma significativo tabù. «In Alto Adige, e tanto più in Pusteria dove la stragrande maggioranza della popolazione è di lingua tedesca, non era mai stata ospitata una Nazionale italiana», spiega Walter Boaretto, segretario comunale di Villabassa, che ha fortemente voluto il raduno, «naturalmente abbiamo visto allenarsi qui squadre azzurre degli sport invernali, composte però di atleti delle nostre parti, e da sempre ospitiamo in estate importanti club di calcio. Continua a leggere

Che Guevara, il rugby e altri scritti sulla palla ovale

di Ivan Grozny

Diffidare di chi dichiara che lo sport e la politica non hanno alcuna relazione. Perché è  proprio chi nega la relazione tra le due cose che in realtà sta affermando il contrario.  E’ uno dei concetti espressi nelle prime pagine di “Ernesto Che Guevara ,il Rugby e altri scritti sulla palle ovale”,  edizione Sedizioni. Un concetto che ci sentiamo appieno di condividere. Un libro scritto a più a mani che ripercorre le vicende del giovane Fuser, uno dei tanti soprannomi che il Che aveva da giovane.
Uno sportivo, il Che. Uno che, nonostante i problemi di salute dovuti all’asma e un fisico gracilino, ha praticato le più diverse discipline,  con grandissima passione.

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Oval Bin #3

OvalBin continua il suo cammino diversamente ovale, anche se questa volta è entrata un po’ più nei temi canonici del rugby union, trattati però con il solito spirito tutt’altro che accademico. Ospite di puntata Marco Bortolami, ex capitano dell’Italia e ora capitano della franchigia degli Aironi, che quest’anno ha disputato la sua prima stagione in Celtic League. In una chiacchierata con Luca, Marco ci ha parlato dei valori tradizionali del rugby, ma anche di alcuni aspetti tecnici come le sessioni video in una squadra professionistica e dell’importanza della comunicazione in campo, con alcune incursioni culturali nel modo di vivere questo sport in Francia e in Inghilterra dove Marco ha giocato a Narbonne e a Gloucester.

Nella parte didattica invece Gianluca Veneziano passa alla spiegazione del passaggio avvitato e per concludere col botto (davvero, guarda le immagini!) il parallelo non così astruso tra Rugby&Hockey ghiaccio, con immagini da…brividi!

OvalBin

di Daniela Scalia

Cos’é OvalBin? Letteralmente è un bidone ovale, ma forse è meglio dire un “contenitore” dentro il quale finiscono tutte le esplorazioni di Daniela Scalia e Luca Tramontin. Un programma web che si nutre di mischie ordinate e touche, ma anche di musei ovali, rugby league, football australiano (che entrambi praticano) e tanti altri sport che loro definiscono “confinanti”, dall’hockey ghiaccio al football gaelico. E qui siamo alla parte avventurosa di OvalBin.

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Il 6 Nazioni visto da Luca Tramontin #3


a cura di Ivan Grozny

[Audio] Ascolta l’intervista

I risultati, nello sport, condizionano i giudizi, per lo meno nel nostro Paese. Succede così che di fronte alle sconfitte bisogna sempre trovare un colpevole, un responsabile. E’ stato così con Mallet nei due precedenti incontri, adesso tocca a Mirko Bergamasco, che ha sbagliato tre calci che secondo i più frettolosi, avrebbero cambiato il match. E’ certo che nella penisola più “pallonara” che sia, appare un paradosso che non ci sia un azzurro capace di calciare la palla ovale e centrare i pali lunghi. Ma tant’è.. Sono anni, dai tempi di Diego Dominguez, che non troviamo uno che la sappia mettere..
Non dimentichiamo che si giocava contro il Galles (16 – 24), campione uscente. Continua a leggere